Illuminato d'Arce

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Illuminato d'Arce

Messaggio  Fabrizio il Mar Gen 27, 2009 12:22 am

Illuminato d'Arce

Dante Alighieri, riferendosi a frate Illuminato, recita: «Illuminato e Augustin son quici, / che fuor de’ primi scalzi poverelli / che nel capestro a Dio si fero amici» (Paradiso, canto XII, vv. 130-132).
Da decenni (per non dire da secoli!), la città natale di questo autorevolissimo frate, stimatissimo compagno di S. Francesco, continua ad essere oggetto di accese discussioni: molti lo vogliono nativo di Assisi, altri di Rieti.
Frate Illuminato d’Arce, stando agli ultimi rinvenimenti documentari, ebbe i suoi natali a Rocca Accarina, territorio confinante con quello di Piediluco (Terni) (cf. P. Rossi, Il “locus” minoritico di Piediluco, in AA.VV., Il Santuario di S. Francesco d’Assisi in Piediluco, pp. 231-258).
Frate Illuminato entrò nell’"Ordine minoritico" intorno al 1208, in occasione del primo viaggio dell’Apostolo umbro in territorio ternano-sabino, e presto, riportando le parole dello Iacobilli, «divenne diletto discepolo di S. Francesco» (L. Iacobilli, Vite, I, p. 468 ).
Il Santo assisiate, sperimentate le superlative doti di frate Illuminato, più volte lo volle accanto nelle sue peregrinazioni apostoliche; memorabile quella condotta nel 1219 tra i Saraceni.
Narra S. Bonaventura: «Partì dunque (Francesco), prendendo con sé un compagno, che si chiamava Illuminato ed era davvero illuminato e virtuoso.
Appena si furono avviati, incontrarono due pecorelle, il Santo si rallegrò e disse al compagno: "Abbi fiducia nel Signore, fratello, perché si sta realizzando in noi quella parola del Vangelo: Ecco, vi mando come agnelli in meno ai lupi".
Avanzarono ancora e si imbatterono nelle sentinelle saracene, che, slanciandosi come lupi contro le pecore, catturarono i servi di Dio e, minacciandoli di morte, crudelmente e sprezzantemente li maltrattarono, li coprirono d’ingiurie e di percosse e li incatenarono. Finalmente, dopo averli malmenati in mille modi e calpestati, per disposizione della divina provvidenza, li portarono dal Sultano, come l’uomo di Dio voleva. Quel principe incominciò a indagare da chi, e a quale scopo e a quale titolo erano stati inviati e in che modo erano giunti fin là.
Francesco, il servo di Dio, con cuore intrepido rispose che egli era stato inviato non da uomini, ma da Dio altissimo, per mostrare a lui e al suo popolo la via della salvezza e annunciare il Vangelo della verità.
E predicò al Soldano il Dio uno e trino e il Salvatore di tutti, Gesù Cristo, con tanto coraggio, con tanta forza e tanto fervore di spirito, da far vedere luminosamente che si stava realizzando con piena verità la promessa del Vangelo: Io vi darò un linguaggio e una sapienza a cui nessuno dei vostri avversari potrà resistere o contraddire (…)» (Leg. maior, cap. IX, n. 8 ).
Il resto è noto.
Il Sultano rimase ammirato dalle personalità del Santo e del suo compagno e permise loro di parlare ai suoi sudditi.
Ciò avvenne, ma senza alcun risultato positivo.
Parlare ai musulmani di abbandonare l’Islam per abbracciare qualsiasi altra religione è un atto temerario, che solo il candore di Santi uomini come Francesco ed Illuminato poteva osare.
Il Sultano, offerti alcuni doni, prima dei saluti, chiese ai due di essere ricordato nelle loro preghiere.
Nel frattempo i Crociati stavano preparandosi ad una nuova battaglia per la conquista di Damietta.
Da lontano si udivano le grida di guerra e il frastuono delle armi.
La città cadde e i Crociati si precipitarono all’interno per i saccheggi e le carneficine.
Francesco, con il volto che esprimeva una profonda tristezza, disse al suo compagno, frate Illuminato, di andar via, in quanto non erano fatti per rimanere in mezzo alle guerre.

Fabrizio

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Re: Illuminato d'Arce

Messaggio  Fabrizio il Mar Gen 27, 2009 6:00 pm

Illuminato d'Arce 2/2

Tornati ad Acri, Francesco ed Illuminato iniziarono la visita ai luoghi santi, grazie ad un salvacondotto concessogli dal Sultano della Siria, con il quale poterono girare senza pagare tributi alle autorità musulmane.
Un episodio che vede ancora protagonista frate Illuminato è quello tramandatoci dallo stesso S. Bonaventura: «Vedeva, il servo di Cristo, che le stimmate impresse in forma così palese non potevano restare nascoste ai compagni più intimi; temeva, nondimeno, di mettere in pubblico il segreto del Signore ed era combattuto da un grande dubbio: dire quanto aveva visto o tacere?
Chiamò, pertanto, alcuni dei frati e, parlando in termini generali, espose loro il dubbio e chiese consiglio.
Uno dei frati, Illuminato, di nome e di grazia, intuì che il Santo aveva avuto una visione straordinaria, per il fatto che sembrava tanto stupefatto, e gli disse: "Fratello, sappi che qualche volta i segreti divini ti vengono rivelati non solo per te, ma anche per gli altri. Ci sono, dunque, buone ragioni per temere che, se tieni celato quanto hai ricevuto a giovamento di tutti, venga giudicato colpevole di aver nascosto il talento".
Il Santo fu colpito da queste parole e, benché altre volte fosse solito dire: "Il mio segreto è per me", pure, in quella circostanza, con molto timore, riferì come era avvenuta la visione e aggiunse che, durante l’apparizione il serafino gli aveva detto alcune cose, che in vita sua non avrebbe mai confidato a nessuno.
Evidentemente i discorsi di quel sacro serafino, mirabilmente apparso in croce, erano stati così sublimi che non era concesso agli uomini di proferirli» (Leg. maior, cap. XIII, n. 4).
Illuminato, pur indirettamente, fu protagonista della “Raccolta di materiale biografico” su Francesco d’Assisi, accompagnato dalla famosissima “Lettera di Greccio” - datata 11 agosto 1246 -, la quale recita: «(…) Poiché per disposizione del Capitolo generale testé celebrato (1244) e vostra, i frati sono tenuti a comunicare alla paternità vostra i miracoli e i prodigi del beatissimo padre Francesco che essi conoscono o che possono reperire, noi, che siamo vissuti più a lungo insieme con lui, malgrado non ne fossimo degni, abbiamo ritenuto opportuno di presentare alla santità vostra, guida la verità, alcune tra le molte gesta di lui, delle quali siamo stati spettatori o di cui abbiamo attinto notizie da altri santi frati. E specialmente da frate Filippo, visitatore delle Povere dame, frate Illuminato dell’Arce, frate Masseo da Marignano e frate Giovanni, compagno del venerabile frate Egidio, che raccolse numerose informazioni sia da frate Egidio stesso che da frate Bernardo, di santa memoria, primo compagno del beato Francesco (…)» (Lettera di Greccio).
Frate Illuminato, sottolinea lo Iacobilli, «era di somma patienza, obedienza, e carità; e molto illuminato da Dio (…). Pervenne questo Santo quasi all’età decrepita; vivendo sempre in molta santità, e fama; e se ne passò al Cielo nel Convento di S. Francesco dentro Assisi circa l’An. 1266, adi 5 di Maggio.
Il suo corpo fù sepolto nella Chiesa di esso Convento; non sapendosi il luogo preciso: ma si tiene stia nella Chiesa sotterranea, appresso quello del suo santissimo Maestro Francesco. (...). Di questo Beato fà mentione il Tossignano nella sua Historia Serafica nel Catalogo de’ Beati Francescani con le seguenti parole: B. Illuminatus Socius S. Francisci, vir sane multi luminis, et virtutis, quem B. Franciscus addidit sibi in Socium cum Solthanum Egiptii Imperatorem adiuit; sed Saracenorum infidiis territi, et ligati, et crudeliterq. virberati, ad ipsum Solthanum adducti fuerunt. Obiit in Conventu S. Francisci Assisii» (L. Iacobilli, Vite, II, p. 469).
Il quattrocentesco frate Giacomo Oddi, autore della “Franceschina”, sottolinea come si ignori il luogo della sepoltura di questo fedelissimo compagno di Francesco; luogo che nel "Catalogus" del 1385-1393 è indicato in Mirepoix: «In Mirapice beatus frater Illuminatus, unus de XII sociis beati Francisci, ab ipso ut acciperet loca fratribus per mundum missus, ibidem miraculis (coruscans) quiescit».

Fabrizio

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Re: Illuminato d'Arce

Messaggio  Ospite il Gio Dic 02, 2010 5:21 am

Both leathers and colors are added and dropped from the replica Hermes handbags collection from time to time, though there are leathers and colors which have been in the line since its inception. Kelly's are available in several different leathers (see our leather page), each of which is produced in an assortment of colors.

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Re: Illuminato d'Arce

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