DOVE LA FRATERNITA' E' LEGGE

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DOVE LA FRATERNITA' E' LEGGE

Messaggio  Angelo il Mer Gen 07, 2009 12:00 pm

DOVE LA FRATERNITA' E' LEGGE



NOMADELFIA


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Angelo

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NOMADELFIA

Messaggio  Angelo il Mer Gen 07, 2009 12:07 pm

CHE COS'È NOMADELFIA?


Un popolo di volontari cattolici che vuole costruire una nuova civiltà fondata sul Vangelo



  • Come le prime comunità cristiane

  • 340 persone - 50 famiglie

  • 4 km2 vicino a Grosseto

  • Fondata da don Zeno Saltini (1900-1981). Nel 1931, diventando sacerdote, si fa padre di un giovane che esce dal carcere. Da allora quasi 5.000 figli sono stati accolti nelle famiglie di Nomadelfia

  • Tutti i beni sono in comune. Non esiste proprietà privata, non circola denaro

  • Si lavora solo all'interno e non si è pagati

  • Le famiglie sono disponibili ad accogliere figli in affido

  • 5 famiglie insieme formano un "gruppo familiare"

  • Le scuole sono interne e l'obbligo scolastico è stato portato a 18 anni


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Il sito di Nomadelfia

Messaggio  Angelo il Mer Gen 07, 2009 12:25 pm

Invito tutta la fraternità a conoscere questa meravigliosa realtà.
Visitate il sito: www.nomadelfia.it


Ultima modifica di Giovanni Francesco il Mer Gen 07, 2009 1:30 pm, modificato 2 volte

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Le prime comunità cristiane

Messaggio  Angelo il Mer Gen 07, 2009 12:44 pm

"Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati."
( Atti degli Apostoli 2,42-48 )


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Papa Giovanni Paolo II a Nomadelfia

Messaggio  Angelo il Mer Gen 07, 2009 12:49 pm

"Domenica 21 maggio 1989 Papa Giovanni Paolo II visita Nomadelfia. Entra in un gruppo familiare, battezza il bambino più piccolo nella nostra chiesa. Nel teatro tenda gli sono presentate due danze tratte dalle "Serate". Alla fine il Papa parla a circa 4000 persone tra nomadelfi, ex-nomadelfi e amici provenienti da tutta Italia."
(Dal sito di Nomadelfia).


Le parole di Giovanni Paolo II:


"Sono venuto a vedere dove e come la comunità vive ed opera"

"Siete una parrocchia che si ispira al modello descritto dagli Atti egli Apostoli"

"Una società che prepara le sue leggi ispirandosi agli ideali predicati da Cristo"

"Vi chiedo di amare la Chiesa, poiché anch'essa vi ama ed apprezza la vostra esperienza"

"Voi sapete bene, perché don Zeno ve l'ha insegnato con la sua vita, che ad un mondo talora ostile e lontano dalla fede occorre rispondere con la testimonianza della propria vita, con opere e segni visibili di amore fraterno. Nomadelfia può fare questo e lo sa fare, poichè essa è un popolo che si ispira, come dice il suo nome, alla legge della fraternità. Evviva Nomadelfia!"


Ultima modifica di Giovanni Francesco il Ven Gen 09, 2009 12:47 pm, modificato 2 volte

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IL POPOLO E LA SUA COSTITUZIONE

Messaggio  Angelo il Mer Gen 07, 2009 1:17 pm

Un piccolo popolo con una sua Costituzione che si basa sul Vangelo.
Per lo Stato è un'associazione civile.
Per la Chiesa è una parrocchia e un'associazione privata tra fedeli.
Leggi, votazioni e decisioni devono essere confermate con voto di unanimità.
Nomadelfia è un popolo comunitario, più che una comunità. Ha una sua storia, una sua cultura, una sua legge, un suo linguaggio, un suo costume di vita, una sua tradizione. E' una popolazione con tutte le componenti: uomini, donne, sacerdoti, famiglie, figli.


PER FARSI NOMADELFI. Nomadelfi non si nasce, si diventa per libera scelta. Molti figli, raggiunta la maggiore età, escono dalla comunità. Coloro che desiderano diventare nomadelfi, compresi i figli, devono chiedere di essere ammessi ad un periodo di prova della durata di tre anni. Al termine della prova, se accettati, firmano la Costituzione sull'altare davanti a tutto il popolo.
Chi si fa nomadelfo si impegna per tutta la vita. Tuttavia è libero di ritirarsi in qualsiasi momento.


TUTTI I BENI SONO IN COMUNE. Le risorse economiche provengono dal lavoro, dai contributi assistenziali per i figli accolti, e dalla Provvidenza, specialmente attraverso le attività di apostolato: stampa, Serate, incontri.
I nomadelfi sono tenuti ad obbedire alle disposizioni degli organi competenti e devono essere disponibili a qualsiasi iniziativa, lavoro, spostamento.


LA RELIGIOSITA'. Nomadelfia è fondata sulla fede cattolica. La Chiesa l'ha riconosciuta una popolazione e l'ha eretta a parrocchia nel 1962. Nel 1994 ha approvato la nuova Costituzione, come "Associazione privata tra fedeli" (C.I.C. 298 e ss).
Per quanto riguarda culto, dottrina e costume, Nomadelfia si rimette alla dottrina, al culto e al costume della Chiesa.


LA COSTITUZIONE. Per lo Stato italiano Nomadelfia è un'associazione civile, organizzata sotto forma di cooperativa di lavoro. Internamente vige una Costituzione che nei valori si ispira al Vangelo e nell'organizzazione si richiama agli Stati di diritto.
E' una democrazia diretta: tutti i nomadelfi effettivi (coloro che hanno firmato la Costituzione) fanno parte dell'Assemblea, che esercita il potere legislativo ed elegge le cariche costituzionali.
Leggi, decisioni, votazioni per le cariche costituzionali vengono approvate a maggioranza, e devono essere confermate con voto di unanimità.
La Presidenza esercita il potere esecutivo e organizza la vita quotidiana.
Il Consiglio Amministrativo cura l'amministrazione.
Il Consiglio degli Anziani elegge e controlla l'Economato, e arbitra in caso di mancata unanimità dell'Assemblea.
Il Collegio dei Giudici interviene nei casi di contrasto, e vigila sulla costituzionalità degli atti di tutti gli organismi.
Il Successore del Fondatore è un sacerdote. Garantisce che la vita si svolga in armonia con lo spirito del fondatore, del Vangelo e della Costituzione.


Dalla COSTITUZIONE della POPOLAZIONE dei NOMADELFI


Art. 2 - CONDIZIONI PER ESSERE NOMADELFI
Possono essere Nomadelfi coloro che:
- hanno compiuto 21 anni
- sono cattolici professanti apertamente la Fede e la Morale secondo gli insegnamenti e la disciplina della Chiesa Cattolica
- rinunciano a possedere beni a qualsiasi titolo e di qualsiasi natura
- accettano di essere poveri nel senso di avere solo il necessario ad una vita dignitosa.

Art. 4 - SOBRIETA'
I Nomadelfi, come singoli e come Popolazione, devono vivere sobriamente, secondo le vere esigenze umane, nello spirito dei consigli evangelici ed in particolare del "Discorso della Montagna", che per i Nomadelfi non è un semplice consiglio, ma è legge.

Art. 47 - NON SONO AMMESSE LITI
La Popolazione dei Nomadelfi non permette che si facciano liti tra i suoi membri.
Se ragioni di contrasto nascono tra due o più Nomadelfi o Postulanti, questi devono ricorrere alla correzione fraterna come richiede il Vangelo.
Se il contrasto persiste, devono rivolgersi al Collegio dei Giudici che aprirà un procedimento secondo i Regolamenti.


Ultima modifica di Giovanni Francesco il Mer Gen 07, 2009 5:40 pm, modificato 1 volta

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IL LAVORO

Messaggio  Angelo il Mer Gen 07, 2009 1:35 pm

  • Non c'è padrone né dipendente

  • Non c'è sfruttamento

  • Le aziende sono gestite fraternamente e tutti sono corresponsabili

  • Nessuno è pagato e non esiste proprietà privata

  • Tutti sono disponibili a qualsiasi lavoro

  • I lavori ripetitivi o pesanti si fanno insieme

  • Non ci sono scioperi e non c'è assenteismo



UNA SOLUZIONE SOCIALE NUOVA: LA FRATERNITA'. "Né servo né padrone". In virtù di questa decisione presa da don Zeno a 20 anni, dopo la discussione con il suo amico anarchico, i nomadelfi lavorano solo nelle aziende della comunità, non possono assumere dipendenti e non lavorano alle dipendenze di altri.

LE AZIENDE vengono gestite fraternamente e non è ammessa nessuna forma di sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
La presidenza nomina per ogni azienda un responsabile, che dovrà gestirla in armonia con le altre attività della popolazione e rendere conto del suo operato: alla presidenza per le attività ordinarie, all'Assemblea per le attività di carattere straordinario.

DISPONIBILITA'. Non c'è carriera e tutti sono disponibili a qualsiasi tipo di lavoro al quale sono indirizzati dalla presidenza, che, logicamente, tiene conto sia delle esigenze delle comunità sia delle capacità personali.
A certi lavori, come ad esempio la guardia notturna, la stalla nei giorni festivi o l'accompagnamento delle comitive di visitatori, partecipano a turno tutte le persone idonee.

NESSUNO E' PAGATO. Anzi, non c'è alcuna forma di proprietà privata, ma solo l'uso dei beni.
In Nomadelfia non esiste il disoccupato; handicappati e anziani continuano a lavorare in proporzione alle loro possibilità; nessuno si sente inutile.

GLI ORARI. Durante i giorni feriali, compreso il sabato, i nomadelfi lavorano al mattino per 5 ore nelle aziende, nei laboratori, nelle scuole, negli uffici. Al pomeriggio il lavoro specializzato può essere sostituito da "lavori di massa", ai quali partecipa tutta la popolazione.

I LAVORI DI MASSA. Il loro scopo è di evitare che poche persone siano condannate a fare quei lavori pesanti o ripetitivi che possono fare tutti, come per esempio lo spietramento dei campi, la vendemmia, la raccolta delle olive, la potatura, la costruzione di nuovi ambienti, la manutenzione delle strade.
Con attrezzature meccaniche e con lavori di massa si è costruita una diga con un laghetto artificiale di 300.000 m3 e una rete di irrigazione.

LE ATTIVITA'. La tipografia serve per diffondere con la stampa la proposta di Nomadelfia. Il mensile "Nomadelfia è una proposta", fondato da don Zeno nel 1968, ha oggi una tiratura di 70.000 copie. Vengono stampati anche i libri scritti da don Zeno, pubblicazioni su Nomadelfia e dispense ad uso interno. La stampa non ha un prezzo di vendita, ma è distribuita a chi ne fa richiesta, accettando libere offerte.
L'azienda agricola coltiva 120 ettari di terra, cura l'allevamento di animali, la cantina, il frantoio e il caseificio.
Nell'officina meccanica si riparano gli automezzi della comunità.
Il laboratorio di elettronica ha allestito un'emittente televisiva ad uso interno, che realizza anche programmi e documentari.
Fra le altre attività: scuole, archivi, falegnameria, laboratorio fotografico, aziende elettrotecnica ed idraulica, sartoria, ambulatorio, uffici vari.
Aziende e laboratori sono concepiti in modo da permettere anche l'addestramento professionale dei giovani.

LA CULTURA. La cultura di Nomadelfia deriva da un patrimonio di fede, di conoscenze e di esperienze, che spingono all'amore per il prossimo e alla costruzione di una società nuova.
Per don Zeno, però, possedere una cultura non significa soltanto "conoscere", ma vivere ciò che si conosce: è il concetto di "cultura vivente", un impegno alla coerenza.
Per alimentare il proprio spirito e approfondire la loro missione, i nomadelfi si riuniscono ogni giorno, dopo il lavoro del pomeriggio, in un locale comune o nei gruppi familiari, e riascoltano meditazioni registrate di don Zeno, seguendone il testo su dispense.
A volte si studiano i problemi della società attraverso documentari o relazioni di qualche nomadelfo preparato sull'argomento, o partecipando a conferenze di personalità esterne.
A questi corsi partecipano spesso anche i figli.


Ultima modifica di Giovanni Francesco il Gio Gen 08, 2009 1:36 am, modificato 2 volte

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Dal film: "Don Zeno, l'uomo di Nomadelfia"

Messaggio  Angelo il Mer Gen 07, 2009 2:08 pm


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Il film su internet

Messaggio  Angelo il Mer Gen 07, 2009 6:10 pm

Il film "Don Zeno, l'uomo di Nomadelfia", trasmesso quest'anno dalla Rai, è visibile sul sito www.rai.tv.

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TESTIMONIANZE

Messaggio  Angelo il Gio Gen 08, 2009 3:24 am

"Avevo appena sei mesi di vita quando arrivai a Nomadelfia,
eppure ancor oggi ho impresso quel volto di donna che si chinò su di me e,
prendendomi tra le braccia, mi stampò un bellissimo sorriso sulle guance paffute.
Mi hanno raccontato che io ricambiai tale sorriso e mi aggrappai a lei.
Era molto giovane e bella, aveva appena 18 anni.[...]
Don Zeno mi consegnò a quella giovane ragazza dicendole semplicemente: «Donna,
questo è tuo figlio».
E da quel momento lei diventò mia madre.
Era il mese di giugno del 1950.
Due anni dopo lui la sposò ad un giovane che divenne mio padre.
Insieme formarono una nuova famiglia e nacquero i miei fratelli.
La nostra famiglia e tante altre famiglie di sposi e mamme di vocazione,
sacerdoti, uomini e donne e tanta gioventù proveniente da tutta Italia,
contribuirono a realizzare la Città di Nomadelfia, dove la fraternità è legge.[...]"


Beppe Lopetrone

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TESTIMONIANZE

Messaggio  Angelo il Gio Gen 08, 2009 3:28 am

"Nomadelfia rappresenta una pagina del santo Vangelo.
[...]fare memoria di un prete la cui opera è stata benedetta da quattro Papi e che ha dato una famiglia a migliaia
e migliaia di ragazzi abbandonati – insegnando ad amarli come Gesù li ama – per rispondere alle parole dello stesso Gesù:
<<Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me>>
(Mt 25,40)."

(Il beato Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, in un discorso tenuto nel Duomo di Milano il 13 novembre 1949)


Ultima modifica di Giovanni Francesco il Ven Gen 09, 2009 12:56 pm, modificato 1 volta

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Non è don Zeno ad essere rivoluzionario, bensì è il Vangelo ad esserlo.

Messaggio  Angelo il Gio Gen 08, 2009 3:51 am

"Contrariamente a quanto di solito si pensa, nonostante il linguaggio tempestoso, le iniziative scatenate, le diffidenze suscitate, si può dimostrare facilmente che don Zeno non è un rivoluzionario o un sovversivo dentro la Chiesa. Caso mai è il Vangelo a essere “rivoluzionario” e don Zeno ne reclama l’osservanza sul piano pratico. Don Zeno è un tradizionalista di Dio, una pianta cresciuta nella Chiesa, che solo il terreno della Chiesa poteva alimentare. La sua fedeltà alla Chiesa è indubitabile, non ostante le incomprensioni ecclesiali e le angherie politiche.. C’è il rischio che la multiforme attività e l’intricata vicenda del prete tengano celata la fede granitica e la concreta religiosità dell’uomo don Zeno. Con Nomadelfia, don Zeno non propone un’alternativa alla società vagheggiata dalla Chiesa e dai cattolici nel dopoguerra, ma un’alternativa al “mondo”. Il prete carpigiano è comprensibile solo entro un’ottica squisitamente religiosa."

Remo Rinaldi

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Re: DOVE LA FRATERNITA' E' LEGGE

Messaggio  Fabrizio il Sab Gen 10, 2009 12:21 am

DOVE LA FRATERNITA' E' AMORE

LA FORMA DI VITA


4. La regola e la vita dei francescani secolari è questa: osservare il vangelo di nostro Signore Gesù Cristo secondo l'esempio di S. Francesco d'Assisi, il quale del Cristo fece l'ispiratore e il centro della sua vita con Dio e con gli uomini. Cristo, dono dell'Amore del Padre, è la via a Lui, è la verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli è venuto a dare in sovrabbondanza.

5. I francescani secolari si impegnino, inoltre, ad una assidua lettura del Vangelo, passando dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo.
I francescani secolari, quindi, ricerchino la persona vivente e operante di Cristo nei fratelli, nella sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle azioni liturgiche. La fede di S. Francesco che dettò queste parole: "-Niente altro vedo corporalmente in questo mondo dello stesso altissimo Figlio di Dio se non il suo santissimo Corpo e il santissimo Sangue-" sia per essi l'ispirazione e l'orientamento della loro vita eucaristica.

6. Sepolti e resuscitati con Cristo nel Battesimo che li rende membri vivi della Chiesa, e ad essa più fortemente vincolati per la Professione, si facciano testimoni e strumenti della sua missione tra gli uomini, annunciando Cristo con la vita e con la parola.
Ispirati a S. Francesco e con lui chiamati a ricostruire la Chiesa, si impegnino a vivere in piena comunione con il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti in un fiducioso e aperto dialogo di creatività apostolica.

7. Quali "-fratelli e sorelle della penitenza-", in virtù della loro vocazione, sospinti dalla dinamica del Vangelo, conformino il loro modo di pensare e di agire a quello di Cristo mediante un radicale mutamento interiore che lo stesso Vangelo designa con il nome di "-conversione-", la quale, per la umana fragilità, deve essere attuata ogni giorno.
In questo cammino di rinnovamento il sacramento della Riconciliazione è segno privilegiato della misericordia del Padre e sorgente di grazia.

8. Come Gesù fu il vero adoratore del Padre, così facciano della preghiera e della contemplazione l'anima del proprio essere e del proprio operare. Partecipino alla vita sacramentale della Chiesa, soprattutto all'Eucaristia, e si associno alla preghiera liturgica in una delle forme della Chiesa stessa proposte, rivivendo così i misteri della vita di Cristo.

9. La Vergine Maria, umile serva del Signore, disponibile alla sua parola e a tutti i suoi appelli, fu circondata da Francesco di indicibile amore e fu designata Protettrice e Avvocata della sua famiglia. I francescani secolari testimonino a Lei il loro ardente amore, con l'imitazione della sua incondizionata disponibilità e nella effusione di una fiduciosa e cosciente preghiera.

10. Unendosi all'obbedienza redentrice di Gesù, che depose la sua volontà in quella del Padre, adempiano fedelmente agli impegni propri della condizione di ciascuno nelle diverse circostanze della vita, e seguano Cristo, povero e crocifisso, testimoniandolo anche fra le difficoltà e le persecuzioni.

11. Cristo, fiducioso nel Padre, scelse per Sé e per la Madre sua una vita povera e umile, pur nell'apprezzamento attento e amoroso delle realtà create; così, i francescani secolari cerchino nel distacco e nell'uso una giusta relazione ai beni terreni, semplificando le proprie materiali esigenze; siano consapevoli, poi, di essere, secondo il Vangelo, amministratori dei beni ricevuti a favore dei figli di Dio.
Così, nello spirito delle "-Beatitudini-", s'adoperino a purificare il cuore da ogni tendenza e cupidigia di possesso e di dominio, quali "-pellegrini e forestieri-" in cammino verso la Casa del Padre.

12. Testimoni dei beni futuri e impegnati nella vocazione abbracciata all'acquisto della purità di cuore, si rederanno così liberi all'amore di Dio e dei fratelli.

13. Come il Padre vede in ogni uomo i lineamenti del suo Figlio, Primogenito di una moltitudine di fratelli, i francescani secolari accolgano tutti gli uomini con animo umile e cortese, come dono del Signore e immagine di Cristo.
Il senso di fraternità li renderà lieti di mettersi alla pari di tutti gli uomini, specialmente dei più piccoli, per i quali si sforzeranno di creare condizioni di vita degne di creature redente da Cristo.

14. Chiamati, insieme con tutti gli uomini di buona volontà, a costruire un mondo più fraterno ed evangelico per la realizzazione del Regno di Dio, consapevoli che "-chiunque segue Cristo, Uomo perfetto, si fa lui pure più uomo-", esercitino con competenza le proprie responsabilità nello spirito cristiano di servizio.

15. Siano presenti con la testimonianza della propria vita umana ed anche con iniziative coraggiose tanto individuali che comunitarie, nella promozione della giustizia, ed in particolare nel campo della vita pubblica impegnandosi in scelte concrete e coerenti alla loro fede.

16. Reputino il lavoro come dono e come partecipazione alla creazione, redenzione e servizio della comunità umana.

17. Nella loro famiglia vivano lo spirito francescano di pace, fedeltà e rispetto della vita, sforzandosi di farne il segno di un mondo già rinnovato in Cristo.
I coniugati in particolare, vivendo le grazie del matrimonio, testimonino nel mondo l'amore di Cristo per la sua Chiesa. Con una educazione cristiana semplice ed aperta, attenti alla vocazione di ciascuno, camminino gioiosamente con i propri figli nel loro itinerario umano e spirituale.

18. Abbiano inoltre rispetto per le altre creature, animate e inanimate, che "- dell'Altissimo portano significazione-", e si sforzino di passare dalla tentazione di sfruttamento al francescano concetto di fratellanza universale.

19. Quali portatori di pace e memori che essa va costruita continuamente, ricerchino le vie dell'unità e delle fraterne intese, attraverso il dialogo, fiduciosi nella presenza del germe divino che è nell'uomo e nella potenza trasformatrice dell'amore e del perdono.
Messaggeri di perfetta letizia, in ogni circostanza, si sforzino di portare agli altri la gioia e la speranza.
Innestati alla Risurrezione di Cristo, la quale dà il vero significato a Sorella Morte, tendano con serenità all'incontro definitivo con il Padre.

Fabrizio

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Dove la fraternità diviene legge per Giustizia e Amore

Messaggio  Angelo il Sab Gen 10, 2009 2:15 am

"Dove la fraternità è legge".

Ho trovato questa frase sul sito di Nomadelfia e non sapevo se riportarla o meno sul nostro sito perchè credevo potesse far pensare che la fraternità per i Nomadelfi fosse un imposizione.
La frase, seppur facilmente fraintendibile, in realtà non ha affatto questo significato.
Significa invece che questi nostri fratelli hanno scelto per Amore di organizzarsi socialmente secondo quanto insegna Gesù nel Vangelo.

Giovanni Paolo II loda don Zeno e la Comunità di Nomadelfia e ci risponde: <<[...]ad un mondo talora ostile e lontano dalla fede occorre rispondere con la testimonianza della propria vita, con opere e segni visibili di amore fraterno. Nomadelfia può fare questo e lo sa fare, poichè essa è un popolo che si ispira, come dice il suo nome, alla legge della fraternità.[...]>>.
E' <<una società che prepara le sue leggi ispirandosi agli ideali predicati da Cristo>>. <<Evviva Nomadelfia!>>


Giovanni Paolo II, nella catechesi fatta nel corso dell'udienza generale del 7 aprile 1999, ci parla della "Legge" di Dio che si riassume nel comandamento dell' Amore:
<<La legge che Dio dà al suo popolo non è un peso imposto da un padrone tirannico, ma l'espressione di quell'amore paterno che indica il giusto sentiero della condotta umana e la condizione per ereditare le promesse divine. [...]
Gesù non abolisce la Legge nei suoi valori fondamentali, ma la perfeziona, come dice egli stesso nel discorso della montagna: "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento" (Mt 5, 17).
Gesù addita il cuore della Legge nel precetto dell'amore, e ne sviluppa le esigenze radicali.[...]
Il "comandamento nuovo" dell'amore, come ricorda san Giovanni Crisostomo, ha la sua ragione ultima nell'amore divino: "Non potete chiamare vostro padre il Dio di ogni bontà, se conservate un cuore crudele e disumano; in tal caso, infatti, non avete più in voi l'impronta della bontà del Padre celeste" (Hom. in illud "Angusta est porta": PG 51, 44B). In questa prospettiva c'è insieme continuità e superamento: la Legge si trasforma e sì approfondisce come Legge dell'amore, l'unica che conviene al volto paterno di Dio.>>

In questo senso va interpretata la parola "legge".
I nomadelfi sono liberi di lasciare Nomadelfia quando vogliono.
E' una libera scelta vivere in fraternità. E' una libera scelta vivere in una comunità che si è data, e continua a darsi ogni giorno, leggi che si ispirano agli ideali predicati da Cristo.

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Zeno prega Francesco

Messaggio  Angelo il Mer Feb 11, 2009 4:49 pm

Don Zeno dinanzi alla tomba di Francesco il 22 luglio 1978 scrive:

"Mio caro Santo Francesco,
io sono qui alla tomba tua dove spesso sono venuto a rifarmi nell'anima e nelle mie attività dovute in favore di Nomadelfia e del mondo.
Devo vivere, mio caro Santo Francesco! Tu hai avuto il dono di amare Gesù e di viverlo fino ad un olocausto e a un modo di portare al mondo una nuova ripresa della Fede viva a Gesù che, attraverso il tuo sacrificio, ha ridestato la Fede nel mondo e una ripresa della vita secondo il Cuore di Dio.
Mio caro Santo Francesco, stammi vicino, molto vicino; perchè grave è la mia responsabilità nel mondo al quale devo donare la Nuova Civiltà.
Caro Francesco amami, aiutami a essere quello che devo essere.[....]
Nomadelfia non deve essere una meteora; ma una grande rivoluzione.
Questa rivoluzione deve rovesciare i potenti delle armi veramente diaboliche.
Santo Francesco vieni con me.
AMEN"

Angelo

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Re: DOVE LA FRATERNITA' E' LEGGE

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